Aspetti Medico-Legali dell' Ibernazione Umana
Negli Stati Uniti l'ibernazione Umana è possibile perchè, per la legge di quel paese, un cittadino è legalmente morto subito dopo l'arresto cardiaco. In Italia, invece, questa pratica non può essere attuata in quanto il Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria impone un periodo di osservazione del paziente di 24 ore dopo l'arresto cardiaco, per poter disporre del cadavere che, in questo arco di tempo, ovviamente, và in decomposizione. Per poter attuare tale procedura in Italia, non è possibile avvalersi neanche della legge sui trapianti, che prevede un periodo di osservazione del paziente di gran lunga minore (6 ore a circolazione attiva), ma che pone, come condizione per intervenire sul paziente stesso, la comparsa della morte cerebrale, uno stato in cui il cervello, sede e supporto materiale della cosciente mente umana e della Persona, è ormai distrutto perchè in questo organo il sangue non circola più. Un aiuto all' Ibernazione Umana potrebbe derivare, indirettamente, dalle leggi presenti e future sull'Eutanasia e sul Testamento biologico. Vediamo come.
Il 1° Aprile 2002, in Olanda è entrata in vigore la legge sull'eutanasia approvata dal parlamento il 10 Aprile 2001. Questa legge consente il suicidio assistito di malati terminali ma con forti limitazioni: il paziente deve essere affetto da un male che causa sofferenze insopportabili ed interminabili; la sua richiesta di morire deve essere volontaria e ponderata; il medico ed il paziente debbono essere convinti che non vi sono terapie alternative. E' necessario, inoltre, il parere di un altro medico e per i minori il consenso dei genitori.
In Spagna, il codice penale del 1995 non considera più l'eutanasia e il suicidio assistito come un omicidio.
In Belgio è stato approvato un progetto di legge che l'autorizza secondo precise condizioni e procedure.
In Danimarca, dal 1992 il malato incurabile può decidere di sospendere il trattamento medico.
In Francia l'eutanasia è illegale, ma il codice penale distingue tra eutanasia attiva (l'azione che provoca direttamente la morte e che viene assimilata all'omicidio) e l'eutanasia passiva (ovvero l'assenza dell'azione terapeutica).
In Germania l'eutanasia è possibile per le persone in coma irreversibile.
In Italia l'eutanasia è illegale, ma il 24 Aprile 2002 un cittadino è stato assolto dall'accusa di omicidio per aver staccato il respiratore alla moglie in coma in ospedale.
Dato che l'ibernazione, allo stato attuale, non garantisce il ritorno in vita del paziente, una soluzione ragionevole per poterla eseguire anche in Italia, potrebbe essere l'approvazione, da parte del Parlamento, di una legge che la consenta espressamente ai malati terminali ed ai pazienti gravissimi, in fin di vita, prima che compaia lo stato di morte cerebrale, come alternativa all'eutanasia (che, come detto, in Italia oggi è illegale).
Una legge in tal senso potrebbe consentire l'ibernazione di pazienti vivi, prima dell'arresto cardiaco, eliminando del tutto il rischio della formazione di coaguli di sangue nel microcircolo cerebrale. Favorirebbe, inoltre, un intervento più tempestivo da parte degli specialisti ed una contrazione dei tempi necessari all'esecuzione della procedura, a vantaggio di una migliore conservazione dei pazienti. Ma si può obiettare: come può il legislatore legalizzare un procedimento medico che non garantisce il ritorno in vita di un paziente terminale e che potrebbe soltanto anticiparne la morte? La risposta è che, se a determinate condizioni, i legislatori di alcuni paesi hanno legalizzato il suicidio assistito per anticipare una morte ragionevolmente certa ed imminente, non si vede perchè, nelle stesse identiche condizioni, l'ibernazione, che è un tentativo estremo di salvare la vita, non dovrebbe essere consentita in alternativa all'eutanasia.
Nella pratica clinica, quanti pazienti in fin di vita, non avendo altra alternativa di fronte ad una morte ragionevolmente certa ed imminente, chiedono ed affrontano un intervento chirurgico ad alto rischio, nella speranza che possa salvare loro la vita, senza alcuna garanzia da parte del chirurgo che eseguirà l'intervento, e poi muoiono? La legge non vieta al chirurgo di operare, con il consenso informato del paziente, in quei casi in cui egli non è in grado di garantire al paziente stesso che uscirà vivo da un intervento, anche quando il rischio di morte è estremanente elevato.
Uno degli scopi principali dell' I-Cryo sarà quello di cambiare, in Italia, le leggi attuali semplificando il processo di ibernazione anche da un punto di vista burocratico.
Originariamente pubblicato su Estropico
